sandrodicamillo

Ophelia

date » 17-12-2020 11:51

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Molise ,2020 .
Questa foto è una delle mie interpretazioni di uno dei capolavori della pittura europea dell 800 , l’Ophelia di John Everest Millais . La giovane ragazza sta sprofondando dentro l’acqua ma ha ancora il volto rivolto alla vita. Ophelia sta morendo è una vittima dell’amore . È un opera di immenso amore per la natura , per L immagine femminile e nel contempo stesso però di agghiacciante immobilità di quel momento , un attimo prima che tutto finisca.

ophelia_lens_culture.jpgMy Photo Is One Of The Featured Images At @LensCulture
International Awords .

Via Rupta

date » 17-12-2020 18:19

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“VIA RUPTA” ROTTA
Le immagini ripercorrono frammenti di un viaggio sconnesso, a tratti schizofrenico, lontano dalle logiche note al viaggiatore inteso nel senso classico.
L’unicità di questo cammino è ascrivibile alla modernità che genera nel concepire la direzione, portando in sé il seme della rottura con gli stilemi fondamentali della cultura di viaggio, così come sono rappresentati nella nostra tradizione culturale eurocentrica.
Ogni criterio è implacabilmente stravolto in un procedere dalla rotta “rarefatta” e “intracciabile”.
E’ così che l’insidia del mare, metafora del viaggio, si dirama tra attore e spettatore costringendo il primo a sopravvivere, il secondo a guardare con nuovo sguardo. Stiamo parlando di un viaggio indispensabile, non voluto e non scelto, con una destinazione che ha più i tratti mitopoietici di un rituale religioso primitivo, che non quelli di una meta da raggiungere nel ventunesimo secolo.
L’accezione più antica della parola rotta era in latino “via rupta”, ossia strada sottratta al bosco tramite rottura delle piante; successivamente la rotta divenne traiettoria navale.
Anche qui il cammino è una “via rupta”, il ruolo del bosco è passato nel frattempo alla morte, e il viaggiatore disegna la sua rotta nell’atto di sottrarvisi.
Un viaggio unico, moderno, la cui unica direzione è il cammino mentre lo si fa, generando una “via rupta” che su nessuna cartina si potrebbe disegnare.

per_sito.jpgVincitore 2018 – Projects & Portfolios URBAN PHOTO AWARDS.

Via Rupta

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Schermata_2020_12_18_alle_18.55.37.pngPUBBLICAZIONE SULLA RIVISTA DI CULTURA E FORMAZIONE FOTOGRAFICA n. 32 Settembre –Ottobre 2018
PHOTOSOPHIA

Struttura

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Questa Opera nasce dalla scelta dell' Artista di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Punto di riferimento fondamentale è il testo di Wilhelm Worringer Astrazione ed empatia, del 1907, dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista. La forma viene intesa come risultato dell'incontro tra me e il mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè trasformazione della realtà.
Il risultato è un'opera astratta che usa un linguaggio visuale di forme, colori e linee con lo scopo di creare una composizione che possa esistere con un grado di indipendenza dalle referenze visuali nel mondo.

struttura__Sandro_Di_Camillo.jpgOpera seleziona al primo premio TERNA per l'arte contemporanea.

Berlin Babylon

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Berlin Babylon

Sandro Di Camillo / Berlin Babylon
Lavoro selezionato da Of Site Art

Berlino è tradizionalmente un luogo di sperimentazione. La sua stessa struttura urbana, risultato da una serie d’interventi architettonici, spesso incoerenti fra loro, non fa eccezione. Sfuggevole inclassificabile in divenire perpetuo, proprio come la Berenice di Calvino, Berlino «è una successione nel tempo di città diverse avvolte l’una dentro l’altra, strette pigiate indistricabili» (Italo Calvino, Le città invisibili).
In Berlin Babylon, vengono annullati i riferimenti alle convenzioni attribuite al medium fotografico, prima fra tutte l’esigenza documentaria. E' un’indagine sul tempo e sullo spazio, una risposta all’immensa quantità di materiale visuale prodotto e consumato quotidianamente dalla società.
In ogni veduta si sovrappongono più immagini che la mente è libera di cercare e riconoscere, individuando strati, dando consistenza a presenze, a prima vista, trasparenti. Ne consegue l'impossibilità di un razionale dominio dei luoghi percorsi: s’intuisce lo spazio fisico ma non lo si riconosce completamente. Gli spazi indistinti diventano il palcoscenico ove galleggiano presenze umane, quasi impercettibili. In questo complesso sistema spaziale, la dimensione temporale perde qualsiasi soluzione di continuità e l’uomo, il controllo.

Berlin_Babylon__035web.jpgBerlin Babylon

Sandro Di Camillo / Berlin Babylon
Lavoro selezionato da Of Site Art

Berlin Babylon

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Sandro Di Camillo / Berlin Babylon
Lavoro selezionato dal Premio G.Tabò

Berlino è tradizionalmente un luogo di sperimentazione. La sua stessa struttura urbana, risultato da una serie d’interventi architettonici, spesso incoerenti fra loro, non fa eccezione. Sfuggevole inclassificabile in divenire perpetuo, proprio come la Berenice di Calvino, Berlino «è una successione nel tempo di città diverse avvolte l’una dentro l’altra, strette pigiate indistricabili» (Italo Calvino, Le città invisibili).
In Berlin Babylon, vengono annullati i riferimenti alle convenzioni attribuite al medium fotografico, prima fra tutte l’esigenza documentaria. E' un’indagine sul tempo e sullo spazio, una risposta all’immensa quantità di materiale visuale prodotto e consumato quotidianamente dalla società.
In ogni veduta si sovrappongono più immagini che la mente è libera di cercare e riconoscere, individuando strati, dando consistenza a presenze, a prima vista, trasparenti. Ne consegue l'impossibilità di un razionale dominio dei luoghi percorsi: s’intuisce lo spazio fisico ma non lo si riconosce completamente. Gli spazi indistinti diventano il palcoscenico ove galleggiano presenze umane, quasi impercettibili. In questo complesso sistema spaziale, la dimensione temporale perde qualsiasi soluzione di continuità e l’uomo, il controllo.

sandro_di_camillo_Berlin_Babylon__0003.jpgBerlin Babylon
Sandro Di Camillo / Berlin Babylon
Lavoro selezionato dal Premio G.Tabò

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